La “ CACCIA “
– E’ fisiologico che l’attenzione di alcuni Ricercatori , per lo più
di parte protezionista , al problema “beccaccia” si sia svolto e si
svolga in termini “anti-caccia” .

Emerge però –in
maniera indiscutibile- in più settori della “ricerca” un dovuto
rispetto per i cacciatori senza il contributo dei quali non sarebbe
stato possibile raccogliere , e seguitare a raccogliere, dati utili
alle verifiche di inanellamento ed alle valutazioni morfometriche
della specie e sua ambientazione in diversi habitat.
E’ nata ,forse
in maniera non coordinata, una certa collaborazione tra Associazioni
di cacciatori ed Istitutuzioni di ricerca . E’ molto significativo
che il 9 Aprile 2008 nella trasmissione televisiva “Parliamo di
Caccia” (Canale 235 Sky) i Presidenti delle Associazioni che hanno
firmato un concordato di “riunificazione” , abbiano fortemente
affermato che la base di tutte le future politiche venatorie dovrà
essere la “ricerca”.Documento per esteso pagg.4-5 DIANA n.2100-
n.9-1 maggio 2008
In Italia un
grande impegno è stato svolto da Silvio Spanò (Istituto di Zoologia
dell’Università di Genova e Presidente del Club della Beccaccia) ma
i risultati non sono ancora tangibili. 
Per iniziativa
di Spanò si è avviato un progetto “Beccaccia” mirato allo studio
della beccaccia svernante in Italia ,con la collaborazione di Parchi
e di Aree protette :
molti elementi
si possono trarre consultando i seguenti siti
http://www.parcodelticino.pmn.it/progettieatti/progettobeccaccia.html
http://www.parcoconero.it/
http://www.giornaledellabeccaccia.it/bcon10.pdf
In altri Paesi
, abbiamo già accennato al recente sforzo di monitoraggio della
caccia svolto in Russia .
Blokhin Y.Y. e al.-
Woodcock hunting bag statistics in Russia since 1996 .
Proceed. 6° Workshop Wetlands Internat. 2006 –
riporta un’analisi molto dettagliata nelle varie province della
Russia . Va qui considerato che la maggior pressione venatoria
avviene in Primavera (tradizione) e per le caratteristiche proprie
della “croule” o “roding” , vengono abbattuti 140.000-150.000 maschi
in primavera a fronte di 40-50.000 maschi e femmine in autunno .
In parallelo
segnaliamo un lavoro dell’Istituto di Zoologia di Minsk
(Bielorussia) :
Mongin E. e al.- Breeding
Eurasian woodcock survey in Belarus –(Google:”Mongin Edward,Minsk”)-2006
.
In Lituania un
lavoro molto specifico sulla caccia Primaverile è quello di
Petelis, K., Brazaitis, G. - The dynamics of
woodcock (Scolopax rusticola L.)
abundance in Southwest Lithuania.- Acta Biologica Universitatis
Daugavpiliensis, 3, . 1,1-7,2003-
http://www.cababstractsplus.org/google/abstract.asp?AcNo=20043040311
In Inghilterra
il prelievo venatorio è stato monitorato accuratamente già a partire
dall’inizio del 1900 , valutandolo sulla base di un Indice “bag/Kmq”
: questo Indice era di 0,2-0,5 agli inizi del 1900 , salendo a 1-2
(1930-1940) e poi a 2-4 (1980). I rilievi in dettaglio sono
riportati dal “The Game Conservancy’s National Game Census” nella
monografia McKelvie C.L.- The Book of the Woodcock –
Ed.Swan-Hill Press-Sharwsbury SY3 9EB-England- 1990 – grafici a
pagg.212-213 .
Molto più
recentemente un’accurata valutazione dello stato della beccaccia
nelle Isole Britanniche è riportata da Hodless A. e al.-Development
of a survey method for breeding woodcock and its application to
assessing the status of the British population – Proceed.6° Workshop
Wetlands Internat. pg.48-54- 2006.
L’analisi dei
prelievi venatori è stata accuratamente svolta per più anni in
Francia ( periodo di svernamento) ,in Inghilterra (condizioni
stanziali e migratorie), ed in Danimarca (prevalenza migratoria).
L’analisi in
Francia riguarda il territorio N-W-S atlantico dove sverna la
maggior parte delle beccacce Europee , ed è un’analisi molto
dettagliata e riguarda un lungo periodo di 10 anni .
Cau J.F. e Boidot J.P. – Assessment of the
abundance of Woodcock over the last 10 years hunting season in
France – Proceed.6°Worshop Wetlands Intern. pag.24-2003-2006.
L’analisi è
stata condotta sui dati raccolti da 1000 membri del Club de la
Becasse (CNB)
su
attività venatorie di 3.5 ore realizzando un “ Indice (ICA) = numero
di beccacce viste x 3,5 : numero di ore di caccia “ calcolando su
10gg di caccia al mese per anno. ICA è stato considerato un indice
valido anche per valutare la consistenza della popolazione svernante
nelle varie aree. La conclusione di questo studio è confortante : i
risultati di 10 anni (1993-2003) non dimostrano allarmanti
decrementi nella popolazione delle beccacce malgrado l’aumento dei
cacciatori. Si afferma peraltro che l’ICA può contribuire
grandemente alle conoscenze sulla migrazione .
Un esempio di
applicazione dell’ICA in Italia è riportato in dettaglio a :
http://www.beccacciaiditalia.it/web/index.php?page_id=16
Sempre in
Francia – come riferito da Spanò (2007)- le indagini raccolte da
Ferrand e Gossmann (1995-2000) indicano 1,5 abbattimenti nel 1974-75
, 1,3 milioni nel 1983-84, 1,2 milioni nel 1998-99 . In Italia Spanò
(2007) solo su base di “diversi informatori” ( questo tipo di
approccio è ritenuto da Ferrand privo di qualsiasi valore
scientifico ) esprime una “stima” compresa in una forchetta tra
500.000-1.000.000.
Sulla base dei
tesserini ATC per Liguria,Lombardia,Toscana ci sarebbe in Italia un
prelievo annuale –per queste Regioni- di 50.000 beccacce e di queste
10.000 in Liguria : Spanò S. e al.-Woodcock hunting bag in
Liguria – Woodcock and Snipe Specialist Group Newsletter
28,28-29,2002 .
Questo ultimo
lavoro ci permette di esprimere un commento durissimo sulla
inefficienza dei sistemi burocratici di controllo in Italia ,
orientati solo a d una fiscalizzazione colpevolistica e mai
produttivi di dati numerici e statistici utili alle elaborazioni
scientifiche : che ciò sia dovuto alle eccessive frammentazioni
provinciali,regionali,ministeriali, è verosimile , ma di certo
dipende anche dalla frammentazione di responsabilità a livello di
Dirigenti di Associazioni Venatorie di ogni tipo.
La beccaccia è
forse rimasto l’unico selvatico vero per la caccia “vera” : è dovere
di tutti impegnarsi in maniera concretamente costruttiva per una
miglior cultura specifica.
Forse si
dovrebbero forzare –a livello Nazionale più che Regionale- i
responsabili della Legislazione affinché gli ATC
siano
obbligati a riportare direttamente on-line i dati annuali degli
abbattimenti “dichiarati” , mensilmente differenziati , sino ad
immetterli in tempo reale,alla fine della stagione, in uno specifico
data-base Ministeriale , ed il Ministero dovrebbe renderlo subito
disponibile per gli Istituti di Ricerca . Solo su questa base –
prevedendo anche severe ammende per gli ATC inadempienti – potremo
recuperare il “gap” di analisi statistica che l’Italia soffre
rispetto ad altri Paesi.
Questo tipo di
monitoraggio potrebbe contribuire molto alla gestione del
“patrimonio beccaccia” secondo le proposte di Charles Fadat (
Proposte per la gestione venatoria delle popolazioni di beccaccia
in Europa –
www.scolopaxrusticola.com/italia/studi3.shtml . on-line 2007 )
che per la beccaccia prevedono che l’uccello “possa venir
considerato come selvaggina stanziale” . Queste proposizioni si
integrano –sullo stesso sito Web – con analoga pubblicazione di
Spanò S. – Conoscenze e suggerimenti per un piano di
gestione della beccaccia in Europa
: qui si rileva una maggior
attenzione ai Paesi di transito e di svernamento che “tendono ad
essere “serviti” sempre dalle stesse popolazioni.
Riteniamo di
dover segnalare l’opportunità di controllare per esteso i testi dei
suddetti lavori direttamente sul Web www.scolopaxrusticola.com/italia/studi3.shtml.
Rimandiamo
quindi a questi su-citati lavori ed a quanto esposto nel Piano
2006-2009 della Unione Europea , per completare competenze
conoscitive circa i piani di prelievo sostenibile nelle attività
venatorie .
Queste
conoscenze –già approfondite per i Paesi di riproduzione e di
svernamento – potranno ben essere trasferite sui territori di
“migrazione pura” .
In tal senso
elementi di metodologia di studio –ben trasferibili in Italia –
possono essere tratti dal lavoro di Clausager Ib. che analizza anche
i dati venatori raccolti in Danimarca
paese
che –come l’Italia – ha scarsa se pur più consistente che da
noi,popolazione nidificante e svernante . questo studio è svolto
quasi in assoluto sulle popolazioni in migrazione autunnale .
Clausager Ib.- Wing survy of Woodcock and
Snipe in Denmark – Proceed.6°Workshop Wetland Internat.
2003 – 108-114,2006 .
TIPOLOGIE
DI CACCIA

Le tipologie
note di caccia sono :
-
con il cane da ferma prevalentemente in zone boschive:
CACCIA CLASSICA
-
l’ “aspetto” : “croule” o “roding” primaverile – serale (fly-night)
in tutti i luoghi di transito o svernamento , o analogamente al
mattino all’”entratura”
-
in battuta
Negativamente
significativo l’estendersi del metodo “in battuta” anche per il
turismo venatorio , come si può rilevare dagli “annunci” di agenzie
prevalentemente Inglesi.
Islay, West islands,
Scotland, probably the best woodcock available on its day. The area
is fir groves with excellent rides giving testing shooting,
flighting and driven are the speciality here and 20 per day to 4-5
guns is not unusual with 










80-90
birds lifted per day
professionally run and managed the hotel is located at Port
Charlotte and a 3 day 4 night package of DBB is £350 pp woodcock
minimum team of 4 -6 being maximum will cost £700 per gun per 3 days
driven and night flighting.
~ The woodcock, which is
always driven, is a mix of natural woodland on Temple House,
surrounds and some carefully selected forestry in the area. You will
see some lovely country.
Russia :
SPRING:
Woodcock hunting Terms of hunting:
April, 1 - May, 10. Hunting for mail birds during their flight in
mating season (from sunset till dark).



Forse si può avanzare l’idea che
proprio da una reale “regolamentazione” delle tipologie di caccia ,
può attuarsi una precisa linea di politica venatoria finalizzata al
prelievo “sostenibile”.
La caccia primaverile è ancora
consentita marzo-maggio con varianti Paese per Paese come da Tabella
precedente e principalmente
Russia,Bielorussia,Ungheria,Slovacchia,Romania,Paesi Baltici ed
anche in altri Paesi ,Francia compresa,è consentita sino a metà o
tutto febbraio .
In Italia vi è stato un dibattito
per abolirla anche in Gennaio , ma per quanto sia basso il livello
culturale anche nel mondo dei beccacciai basta leggere gli
interventi di un Forum su Internet , e di questi riportiamo un
esempio che si commenta da solo :
“I desideri sono stati
esauditi in toto ... potenza degli auguri... è incredibile .. Il
club della beccaccia ha chiarito che la caccia a gennaio alla
beccaccia non si discute.
Mi sembra un risultato interessante per noi sudisti. “
Il problema della caccia
primaverile è comunque molto serio ed andrebbe meglio affrontato a
livello di Unione Europea , dove però l’influsso francese ,sensibile
a conservare la caccia anche a febbraio, è molto forte .
L’impegno dei beccacciai Italiani
sul monitoraggio del ripasso primaverile ( a caccia chiusa) è
testimoniato in Centro Italia a :
http://www.beccacciaiditalia.it/web/?p=30
La caccia in “battuta” , pur
tradizionale nelle Isole Britanniche , andrebbe proibita , anche nel
corso di “battute” ai fagiani .Questo tipo di caccia è purtroppo
praticata ( in maniera brutalmente tipo “scaccia ai cinghiali”)
anche in Turchia , esclusivamente in occasione delle “calate” da
gelo.
La caccia all’ “aspetto” : questa
caccia è purtroppo ampiamente praticata anche in Italia ed andrebbe
totalmente vietata con il ricorso alla pena più grave e cioè il
ritiro annuale della Licenza di caccia . Le pene pecuniarie non sono
sufficienti a scoraggiare , ma il ritiro della Licenza –ben
propagandato- sarebbe di certo un buon deterrente anche se scarse
sono le possibilità dei controlli . Questo divieto dovrebbe essere
esteso all’occasionalità del tiro ai valichi e negli appostamenti
per colombacci.

Un’altra misura , indiretta, ma
estremamente efficace è relativa all’orario di caccia alla beccaccia
: consentita dopo le 8 al mattino,e chiusura nel primo pomeriggio.
Sottolineiamo ancora l’utilità di
introdurre per i trasgressori l’ammenda-pena più idonea come sicuro
deterrente : il ritiro stagionale totale della Licenza di caccia.
Rimanendo nell’ambito dell’
“aspetto” , ricordiamo ancora quanto avviene sulla costa Turca del
Mar Nero dove per un estensione di alcune centinaia di chilometri (Sinop-Trabzon)
ogni sera migliaia di cacciatori-contadini fanno l’ “aspetto” subito
“ fuori l’uscio di casa nell’orto accanto” abbattendo ogni sera da
Novembre a Febbraio migliaia di beccacce , e ciò avviene anche al di
fuori delle “calate” da gelo (n.b. : testimonianza diretta
dell’Autore). Analogamente succede anche in
Bulgaria,Romania,Montenegro,Albania,Georgia.
La caccia classica con il cane da
ferma ( o con spaniels , meno classica ) è praticata in
Francia,Germania,Belgio,Danimarca,Svizzera,Italia,Spagna,
Serbia,Grecia,Portogallo ecc. ,
molto meno nelle Isole Britanniche.



In Francia vi sono 4000 iscritti
al Club Nazionale (CNB)
e
rappresenterebbero l’elite dei cacciatori “classici” , ma la grande
quantità di beccacce abbattute in Francia è indice della gran
quantità di abbattimenti ad opera di cacciatori “occasionali” .
Questa occasionalità di caccia è preponderante anche in Danimarca ,
accertata su un territorio piccolo e facilmente monitorato e
controllabile, e qui appunto solo il 25% degli abbattimenti è dovuto
a caccia classica con il cane da ferma (Clausager Ib.-2006)
effettuata tradizionalmente solo in autunno.
In Grecia esistono cacciatori
classici , e comunque l’abitudine di recarsi in luoghi di “calata”
da gelo è molto forte . Comunque per dare un’idea della pressione
venatoria in alcune aree , è significativo menzionare che nell’area
del delta dell’Evros sovrastata da un’immensa area boschiva ad
altitudini medio-alte , eccellente per biodiversità vegetale , e
situata in un punto cruciale di 3 vie migratorie N-NE-E dopo le
grandi pianure turche ed ucraine ed il Mar Nero occidentale ai
confini con i monti della Bulgaria ad Ovest , i cacciatori locali
sono 3000 e solo in 30 (trenta) si dedicano alla caccia classica con
il cane ( osservazione personale )

Immagini (personali) della
bio-diversità boschiva nell’area del delta dell’Evros – Grecia
In Russia 160.000 beccacce (
maschi ) sono abbattute in Primavera ( tradizione venatoria molto
radicata ) delle quali il 60% nelle Regioni Centrali : in genere
tutto si svolge in Aprile nella tarda serata (ore 21-22 ) dato che
già in quel mese il tramonto del sole è molto tardivo secondo le
latitudini del Nord. La media nazionale è di 0,1-0,3 beccacce per
licenza x cacciatore x tutta la Russia , ma si rilevano alcune
differenze regionali come ad esempio 4,6 in Tambov (1996) e 4,1 in
Briansk (1997).Nella Russia Centrale 83.000 cacciatori praticano la
caccia primaverile (“roding”) ma questi rappresentano solo il 39% di
tutti i cacciatori in Russia : la media nazionale dei cacciatori che
praticano il “roding” è di 170.000 cacciatori. La caccia autunnale è
praticata molto meno ( 50.000 capi abbattuti) e si rileva che vi
sono solo 8.800 cani da ferma registrati ( dei quali 6.800 nella
Russia Centrale) e 8.500 spaniels ( Blokhin Y.Y. e al.-
Woodcock hunting bag statistics in Russia since
1996 – Proceed.6° Workshop Wetlands Internat.pag 17-23,2006 )
. Forse potremmo azzardarci a
dire che è abbastanza vergognoso per l’Italia che – in confronto
alla Russia – non è assolutamente in condizione di fornire simili
dettagliate statistiche .
In Italia oltre ad un consistente
numero di cacciatori classici “over-50 “ , stiamo assistendo ad un
particolare fenomeno : molti cacciatori , per lo più giovani ,stanno
modificando l’approccio a questo tipo di caccia : percorrono in auto
a tappe estese aree di possibile incontro , preferibilmente lungo
fiumi

e lungo fossi e laghetti , in
piccole valli con piccoli boschi , ed abituano i cani ad una

cerca molto lunga , esplorando
così oltre 100 km di territorio per tutto il giorno , “aspetto”
serale compreso .Inoltre si verifica un fenomeno paradosso : alcuni
cinofili puri , poco esperti di vera caccia , si trasferiscono per
curiosità e poi per accanimento, dai campi di gara e di allenamento
ai veri terreni di caccia contribuendo così all’abbattimento
occasionale delle beccacce al di fuori dei metodi classici. Anche
Spanò (2007) segnala che la stragrande maggioranza degli
abbattimenti è fatta da cacciatori generalisti che uccidono 1-4
beccacce all’anno.
E’ poi assolutamente da
condividire il tentativo di Spanò per introdurre una politica
venatoria contro l’uso del “beeper” o sonaglio elettronico .

Le reazioni a questo tentativo
sono state e sono fortissime così come si evince dallo stesso già
citato Forum su sito beccacciaio :
“Ma ancora più
entusiasmante è la notizia che il consiglio direttivo del Club di
gennaio 2008 ha chiarito definitivamente di non doversi penalizzare
l'uso del beeper rispetto al campano e quindi cessa ogni
discriminazione e contenzioso in materia ...incredibile ... “
Anche questo si commenta da se e
da una misura circa qual è la varietà di presunti beccacciai con i
quali confrontarsi per costruire una cultura possibilmente migliore.
Il beeper è alla base della nuova
metodologia di caccia a “tappe” della quale abbiamo già fatto cenno
: non più battere macchia e territorio con il cane “ a campano”
sempre sotto controllo , ma scendere via via dall’auto di tappa in
tappa e lanciare il cane ad una cerca lunghissima sino a poter
sentire il segnale di ferma e solo allora raggiungerlo . Questa
pratica è anche molto seguita in Grecia. Resta da verificare il
livello di sportività “cacciatore-natura” ma soprattutto suscita
orrore l’attuale nuova selezione attuata sui cani da ferma . Saranno
questi i cani che saranno considerati “specialisti” a beccacce ?
Siamo ancora d’accordo con Spanò che ha scritto che questa pratica
porta “ad una selezione inidonea delle razze da ferma”.
Dopo tutti questi rilievi critici
si affaccia quindi un’idea –certamente impopolare – ma già secondo
molti necessaria “d’istituire in Europa una caccia specialistica con
apposito tesserino “ (Spanò-2007) come è anche già accennato nel
Draft del Piano 2006-2009 della Unione Europea. E’ già così per
alcune cacce agli ungulati e per vari territori , e non si vede
perché non potrebbe essere così anche per la beccaccia.
ESEMPIO di DIFFERENZIAZIONE DI
TERRITORIO ( Toscana)
·
Esclusione dall’area vocata di quegli istituti faunistici (AFV, ATV,
ZRV, ZPRM) adiacenti al precedente perimetro dell’area non vocata e
che hanno finalità contrastanti con elevati valori di densità della
specie cinghiale. Così sono ad esempio le AFV con indirizzo
faunistico verso la lepre, le ATV , le zone di protezione lungo le
rotte di migrazione e le zone di rispetto venatorio, il cui target
di protezione è chiaramente indirizzate verso le specie ornitiche o
la piccola fauna stanziale (lepre e galliformi).

Pochi mirati provvedimenti di
regolamentazione potrebbero segnare una svolta nelle politiche di
“prelievo sostenibile” con buona pace degli anti-caccia .
Ci azzardiamo a concepire un
elenco :
-orari di caccia solo al mattino
dalle ore 8 alle ore 14
-tesserino di “specializzazione”
-preventiva scelta (sul
tesserino) del territorio di caccia del giorno
-sec.territori (ATC) divieti
mirati di caccia sec.altitudine (fossi,marcite)
-divieto di strumenti tecnologici
elettronici (beeper e altro)
-divieto di caccia per più di due
cacciatori insieme
.gelate e nevi prolungate :
divieto di caccia in periodo e su territori anche estesi limitrofi
non innevati
-divieto di abbattimento di
beccaccia in corso di battute a fagiani,lepri,cinghiali ecc.
-divieto di abbattimento su
valichi e/o appostamenti
PENALIZZAZIONI : ritiro del
Tesserino (ATC) Stagionale per tutta la stagione;se recidivo ritiro
del Porto d’Armi per 5 anni . Nessuna pena pecuniaria.



Questa regolamentazione ,
adattata secondo Paesi , dovrebbe essere proposta alla Unione
Europea.
Indipendentemente dalla tipologia
di caccia propria della beccaccia , è oggi insorto un altro fenomeno
negativo legato alla “chiamata” (telefoninini) durante le attività
dei battitori di cinghiale : le “levate” occasionali vengono subito
segnalate ad amici del gruppo che a “cacciarella” finita possono
poi tranquillamente rilevarle con cani da penna. Queste aree di
battuta al cinghiale nelle ore successive e nei due giorni
successivi dovrebbero essere interdette alla caccia da penna .

Alcuni , pochi ma duri ,
provvedimenti , se correttamente gestiti , consentirebbero anche per
gli “specialisti” il mantenimento dei “prelievi massimi” consentiti
(PMA) a livelli di buona soddisfazione
(giornaliera,mensile,stagionale) , salvaguardando così la
“classicità” di una tradizione venatoria ed educando i più giovani a
proseguire e difendere questa tradizione .

In Italia così come all’Estero –
a testimonianza di quanta passione ed interesse venatorio sia legato
alla beccaccia – sono nate iniziative Associative oggi in parte
coagulate anche a livello Europeo . 







In Italia sono state promosse
alcune ricerche da parte delle Associazioni specifiche






L’Associazione Beccacciai
d’Italia ha impostato una ricerca continuativa “Monitoraggio del
ripasso primaverile della beccaccia” che è stata ed è attuata in
Umbria,Toscana : una serie di grafici molto interessanti è riportata
da Senesi G.,Vigliotti D.,Pannacchini P. “Monitorare le beccacce” in
Beccaccia,Ed.Olimpia,2 Novembre 2006,pagg.33-37 . Sempre la stessa
Associazione ha prodotto una ricerca molto mirata su
“Age-ratio,Sex-ratio,peso e raccolta delle ali “ed è stata
pubblicata nel Novembre 2007 : Pennacchini P.,Vigliotti D. “Ali
d’Italia” in Beccaccia , Ed.Olimpia,nov.2007,pagg.46-55. Altre
ricerche sono consultabili sul sito dell’Associazione.
Nello stesso numero “Speciale
Beccaccia” dell’Ed.Olimpia,2007,sono riportati i contributi
dell’Associazione Amici di Scolopax : Tedeschi A. “Percorsi coerenti
della memoria storica” pag.38-45. Qui viene presentata l’esperienza
in atto di due progetti ( vedi logo) Ali Regali (raccolta delle ali)
e WORM ( Woodcocks Observation Russian Migration) quest’ultimo
finalizzato all’identificazione dell’origine geografica della
beccaccia a mezzo marcatura isotopica con isotopi stabili
dell’Idrogeno (H) . Più recentemente l’Associazione ha impostato il
monitoraggio inter-attivo su Internet per la valutazione della
stagione venatoria controllata direttamente dai Soci in “Tempo
Reale” : sembra questa un’ottima iniziativa .
Tedeschi ricorda che il progetto
Murdoch che aveva tentato di avviare con il radiotrack satellitare è
abortito per mancanza di fondi , ed ora rilevando pur con gioia il
successo degli Spagnoli non può non esserci un bruciante rammarico (
comunicazione personale).
Sempre sul già citato numero
“Speciale Beccaccia” Ed.Olimpia,2007,viene riportata la sintesi
delle attività della più antica associazione Italiana “Club della
Beccaccia” (Presidente Silvio Spanò) . Il testo redatto dal
giornalista De Robertis P.F. riporta l’iniziativa del Club
sull’Isola di Vormsi (Estonia) per studio ed inanellamento . Abbiamo
già riportato i dati dello studio sul terreno-vermi. Nel testo di De
Robertis è riportata la cronaca dell’Assemblea 2007 (Budapest) della
Federazione Associazioni Nazionali di Beccaciai del Paleartico
Occidentale (FANBPO) .
A conclusione di questo excursus
sulle attività delle Associazioni in Italia , dobbiamo bonariamente
rilevare che le benemerite ricerche effettuate dalle Associazioni (
eccetto che per i lavori di Spanò) mancano di una documentata
metodologia scientifica e di relativa bibliografia scientifica : per
questo le “voci” non sono state qui trascritte in neretto.