SELEZIONE DEL SETTER INGLESE PER LA CACCIA ALLA BECCACCIA

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Società Italiana Setter

 

 

ARCHIVIO PROVE 2007-2008

 

                                          La  Caccia

 

                              

 

 

                                                       

 

La Letteratura offre importanti e qualificati studi prevalentemente svolti nelle aree di nidificazione e di svernamento : così tanti che hanno portato ad affermare che per condurre un’adeguata politica di controllo venatorio la beccaccia può essere considerata un uccello  “sedentario” nell’areale Europeo ( Fadat C. 1989-2007;Ferrand 1989;Wilson 1979;Gossman e al.1979 – dal Forum sul Web di Amici Scolopax Rusticola ).

La validità ( “evidence based”) di questi studi – che appunto sono stati condotti in aree fisse (riproduzione,svernamento) – è indiscutibile per le opportunità di approfondimenti metodologici che ne sono scaturiti .

Ma è altresì innegabile che esiste tuttora una carenza di analoga approfondita ricerca scientifica dedicata ai territori di transito migratorio .

                                                                         

Non è quindi fuori luogo sottolineare che l’Università di Oxford (UK) ha istituito e finanziato uno studio – a partire dall’Aprile 2008 – dedicato a “Migration and winter ecology of Eurasian Woodcock” dove il primo obbiettivo è “gain a better understanding of woodcocks’ movements between breeding and wintering grounds within Europe “ !!     

                                                      

                                                                                                      

Dato che questa iniziativa Universitaria è -ovviamente per Sede (UK)– dedicata alle linee migratoria che interessano ,con modalità quasi esclusive , le Isole Britanniche , sarebbe auspicabile sollecitare analoga iniziativa per la Penisola Italiana .

 

E’ a questo punto che sono necessari alcuni dati numerici di base relativi al  census  in Europa .

 

CENSUS : Popolazione Europea

(Bibby C.I. e coll. – Bird Census Techniques – Second Edition - // Academic Press,London , 2000)

 

 

La popolazione Europea di beccacce è stimata intorno a  15 milioni , con un trend considerato stabile negli ultimi 15 anni . Questa stima –non da tutti condivisa- riguarda i Paesi Europei ,includendo la Russia Europea, per un territorio globale di circa 10 milioni di Km/quadrati (International Waterbirds Census IWC , Istituzione operativa con 20.000 siti e 15.000 operatori in 120 Paesi – rapporto 2006).

 

Nidificazione                  

                                                                            

  

                                                                              

Le popolazioni nidificanti in Europa sono così stimate :

-         Russia  6-7 milioni

-         Francia  100.000-300.000

-         U.K.  8.500-21.500

( dati da Stroud e al. 2004-2006 )

 

Dati più specifici sono nel Draft  “ European Union management plan for woodcock (Scolopax Rusticola) 2006-2009 “ , dove i dati numerici sono appunto per “coppie” per un totale Europa di 1.800.000 – 6.600.000 coppie  e per i soli Paesi della U.E. sono 466.280 – 1.453.610 coppie .

Quindi non si può non rilevare come alcuni di questi dati sono discordanti da quelli sopra riportati (Stroud e al. 2004-2006) : tutti questi riferimenti di “stima/census” riportati nella Letteratura anche più qualificata evidenziano sempre una “forbice” che è di per se significativa dell’approssimazione dei metodi di censimento.

Comunque sono da riportare altri dati che appaiono importanti ed indicativi :

-Russia  1.200.000-500.000 coppie

-Bielorussia  100.000-200.000

-Finlandia  100.000-150.000

-Svezia  250.000-1.000.000

-Norvegia 30.000-50.000

-Polonia  20.000-100.000

-Paesi Baltici 50.000-100.000

In Italia sono stimate  80-150  coppie (Nord Italia – zone pre- alpine),confermate 100 coppie, da Aradis A. e l. (2007).

 

In definitiva il 90% della popolazione Europea nidifica in Russia,Bielorussia,Scandinavia

 

 

MIGRAZIONE – SVERNAMENTO

 

Consideriamo a parte alcune popolazioni propriamente Europee considerate “residenti” in aree “marittime” o centrali occidentali :

quelle delle isole Britanniche migrano “a breve” tra Inghilterra ed Irlanda e poco a Sud , quelle dell’entroterra Francese migrano per lo più “a breve” a Sud (Francia,Spagna,Marocco).

 

Tutte le altre popolazioni sono considerate propriamente “migranti” dalle lontane aree di nidificazione alle lontane aree di svernamento ( migrazione più lunga ) ad Ovest / Sud-Ovest/ Sud / Sud-Est .

Queste aree di svernamento s’identificano in tutti i territori adatti ( principalmente boschivi in grandi estensioni ) di tutta la Francia occidentale lungo la costa Atlantica e prima e dopo ( in Spagna ) la catena Pirenaica . L’altra zona di svernamento è in tutto il bacino del Mediterraneo (incluso il Nord Africa) ma anche all’interno della Penisola Balcanica e poi  -per le correnti più orientali – i bacini del Mar Nero e del Mar Caspio . A parte va considerata la migrazione Asiatica , dalle zone di nidificazione ad Est degli Urali, sino in VietNam ed in India .

In Italia (Penisola ed Isole Maggiori) la popolazione propriamente svernante è stimata tra 50.000-100.000 (Gariboldi e al. 2004).

La stragrande maggioranza delle popolazioni Europee nidificanti in Scandinavia,Russia,Bielorussia  migra e sverna nella Francia Nord e Sud Occidentale sino in Spagna e Marocco .La rotta migratoria di questi contingenti è principalmente NE – W/SW e corre sui territori delle coste Baltiche attraversando poi il Nord e Centro Europa (Polonia,Belgio,Germania).

Le mappe di migrazione più interessanti a livello Europeo sono quelle riportate da Dobrynina I.N. e Kharitonov S.P. (Ringing Centra of Russia – 2006 ) e sono rappresentative dell’evoluzione dei risultati d’inanellamento nei decenni

Va sottolineato – come più volte faremo anche in seguito – che la pochezza dei ritrovamenti ( abbattimenti ) e ricatture riesce solo a dare dati riferiti a qualche migliaio di casi diluiti in quasi mezzo secolo rispetto ai milioni di uccelli migranti .

Comunque i risultati dell’inanellamento   sono ancora l’unica base di ricerca scientifica sulla migrazione della beccaccia .

 

 

Tavole da  Dobrynina I.N. e Kharitonov S.P. (2006)

 

Da : http://ret007ie.eresmas.net/DECLIVE%20BECADEROo/Indices%20de%20mortalidad.htm

 

 

 

La più recente mappa sulla migrazione in Italia è ben riportata dai recentissimi lavori dell’Istituto Naz.Fauna Selvatica e Castelporziano (2007) , lavori dei quale faremo in seguito ampia citazione .In precedenza era punto di riferimento la mappa riportata nella monografia di Celano .

                                              

Torneremo comunque su questo aspetto  “ zone di nidificazione-zone di transito-zone di svernamento” che include anche le caratteristiche genetiche della specie e sub-popolazioni , ed inoltre tutti quei movimenti e/o “calate” invernali con percorsi limitati o a “fisarmonica” per lo più legati alle condizioni di gelo prolungato.

Interessante comunque segnalare sin da adesso quanto rilevato da Dobrynina e coll.(2006) : le analisi statistiche su inanellamento evidenziano (vedi tavole sopra) che le distanze di percorso migratorio –pur dovendosi considerare molte variabili temporali – sono andate progressivamente allungandosi nei decenni . Nel decennio 1950-60 per 23 controlli la distanza media era 1519 Km , sino al decennio 1980-90 per 67 controlli era diventata di 2300 Km ( 800 Km in più ) e questo incremento risultava analogo sulle rotte Nord-Sud e sulle rotte Est-Ovest .

 

 

 

 

 

DATI  VENATORI

                                    

 

I dati circa il prelievo venatorio risultano apparentemente ancora approssimativi , a parte i più recenti ottenuti in Francia e Russia .

- Francia : (1974-75) 1,5 milioni abbattiti ; (1983-84) 1,3 milioni ; (1998-99) 1,2

   milioni

- Russia : (2006 ) 200.000 inclusa l’area degli Urali e di questi 140.000-150.000

       maschi abbattuti in Primavera e 40/50.000 uccelli M/F in Autunno/Inverno

       La maggior parte degli abbattimenti avviene nella Russia Centrale (Primavera/

       Estate) : 90.000   ( Blokhin Y.Y. e al. 2003-2006)

 

La stima globale in Europa riporta un “carniere” di 3-4 milioni (Duriez  O. e al. 2006)

Spanò S. (2007) riporta 3-5 milioni .

 

Nel Draft “ E.U management plan for woodcock 2006-2009 “ è riportata una Tabella “venatoria” limitata ai Paesi della U.E. dove i dati più eclatanti sono :

 

-         Francia 1.168.20

-         Italia 500.000-1.500.000

-         Grecia 450.000-550.000

-          U.K. 150.000

-         Danimarca 25.000

 

In Italia Spanò S. (2007) giustamente denuncia la pochezza dei dati certi , e rileva che circa la metà degli abbattimenti è riferita a Francia e Italia (stime). In Italia una stima in estrapolazione di dati ottenuti “a macchia di leopardo” si colloca in una forchetta tra 500.000 – 1.000.000 (già molto meno di 1,5 milioni , n.d.A.).

 

Per quanto riguarda la nostra finalità di “rassegna” e studio ( elementi propri della “pura” migrazione ) è necessario fare alcune considerazioni .

 

Dai dati certi ottenuti in Russia – solo recentemente con il monitoraggio del Servizio di Stato Goskhotutchet – si rileva che nelle aree di nidificazione (caccia primavera/prima estate) il prelievo venatorio ( maschi alla croule) rappresenta il 75 % di tutto il prelievo annuale ( periodo di residenza + periodo di migrazione/svernamento) .

In Francia nel periodo di migrazione/svernamento il calcolo del prelievo è cumulativo sugli uccelli migranti , residenti ( comunque pochi),e svernanti.

In Italia  -dove la popolazione svernante nel Sud e Costa tirrenica è stimata 50/100.000 – si può ritenere che l’ 80-90 % del prelievo avviene su uccelli in migrazione pura ( in transito ) e/o in saltuari periodi di sub-migrazione a fisarmonica (gelo) dai Balcani alla costa Sud dell’Adriatico .

 

 

 

Spanò S. (2007) sottolinea come per l’Italia i soli dati reali , ma allo stesso tempo sottostimati (o meglio …. sottocertificati sui tesserini ) riguardano Liguria,Lombardia e Toscana con circa 50.000 abbattimenti annui .

 

La stima ( approssimativa deduttiva dai dati in Letteratura ) dell’80 % dei prelievi (Italia) esclusivi su uccelli migranti , può essere ben trasferita su Grecia , e forse un po’ meno sui Balcani (Nord – Centro – Paesi ex-Jugoslavia ) dove più consistenti possono essere i contingenti in svernamento , sempre comunque suscettibili di spostamenti simil-migratori più a Sud o verso l’Italia in periodi di geli prolungati.

 

Non esistono in Letteratura consultabile ( ciò forse anche per motivi linguistici) dati , neppure indicativi, circa la situazione nel bacino del Mar Nero , che comprende le aree di Crimea (Ucraina),Sud-Russia,Georgia,Bulgaria,Romania e soprattutto Turchia (area costiera anche sull’Egeo) dove di certo su un areale boschivo molto vario ( biodiversità) per estensione ed altitudine pre-costiera , svernano alcuni milioni di beccacce migranti un poco dal Nord e molto dal Centro e Centro-Est della Russia . Qui nel bacino Mar Nero il prelievo avviene in fase iniziale di svernamento ( costa Nord e Crimea ) o di consolidato svernamento ( Turchia,Georgia) : il prelievo è di certo legato in buona parte al turismo venatorio ( comunque molto localizzato ad aree ristrette – leggi Crimea) ma soprattutto dovuto alla enorme pressione locale serotina con caccia all’aspetto ,che si sviluppa per migliaia di casolari e siti contadini per centinaia di chilometri sulla costa turca  (osservazione personale ) o dovuto alla caccia in battuta ( cacciatori locali) in presenza di “calate” da gelo  o addirittura con fari  nelle zone di pastura notturna . Rispetto a questo fenomeno “locale” – per esperienza personale di oltre 10 anni – il prelievo da turismo venatorio è solo un ago in un pagliaio.

 

Condizione analoga è rilevabile nel bacino del Mar Caspio ( Atzerbajan,Iran) ed è però da riferire molto di più alle popolazioni nidificanti ad Est dei Monti Urali e migranti lungo o attraverso le coste del Mar Caspio.

 

 

Dai dati esposti in Letteratura ( riferendoci quasi esclusivamente alla Letteratura specifica degli ultimi 15-10 anni ) , e qui in buona parte selezionati , possiamo forse azzardarci a trarre alcune considerazioni numeriche , sempre tenendo presente che questi dati derivano da stime spesso approssimative , estrapolate da dati certi limitati , e comunque basate  su metodologie scientifiche :

 

-         15 milioni di beccacce presenti in Europa , Russia ;

-         il 90 % nidifica in Russia , Bielorussia , Scandinavia e quindi certamente migra e lo fa a lunga distanza ;

-         il 10 % nidifica più ad Ovest e Sud-Ovest ( Francia,Isole Britanniche,Centro Europa) e nel periodo invernale può migrare su corte distanze e quindi ha opportunità di contatti con le popolazioni più Nordiche , e quindi si “mischia” al più grande contingente (90%) migrante e svernante in aree in comune ;in tal senso è quindi cumulabile nel potenziale “oggetto” venatorio globale ;

-         il prelievo venatorio nelle aree di nidificazione avviene al 75% in Primavera e ciò non è più Francia , U.K. e Paesi U.E. perché vietato ;

-         la stima del prelievo venatorio Europeo annuale si colloca in una forchetta tra 3-6 milioni;

-         rimane da stabilire quanto di questo prelievo avviene nei luoghi propri di definito e solido svernamento e quanto avviene invece nei luoghi propriamente di transito migratorio ; nelle isole Britanniche (Hoodless A.e al. 2003-2006) il problema è più particolare dipendendo anche da migrazioni “corte” interne alle isole (Irlanda) e da migrazioni “solide” o a “fisarmonica” dalla Penisola Scandinava ;

-         in Francia il prelievo venatorio , scientificamente studiato (ICA),si evidenzia maggiore e più stabile nel periodo proprio di svernamento (Cau J.F. e al. 2003-2006) : il prelievo Francese (1.200.000 annui ) rappresenta il 30-40% di tutto il prelievo Europeo (Duriez O.e al.2003-2006) stimato in 3-4 milioni (N.B. stima ridotta rispetto a quelle già espresse in precedenza – ndA); essendo questo prelievo realizzato principalmente ad Ovest, Sud-Ovest, così come anche nella Spagna N/W,Portogallo e Marocco , è intuitivo riferirlo principalmente al contingente che ha finito la migrazione ed è “residente svernante”;

-         in Italia il prelievo venatorio si collocherebbe in una forchetta approssimata ( vedi Draft U.E 2006-2009 ; Spanò S. 2007) tra 500.000-1.000.000/1.500.000, e dobbiamo tener conto che la popolazione stimata svernante è solo tra 50.000-100-000 uccelli;

-         questo potrebbe valere anche per la Grecia che ha una stima ( verosimilmente in difetto) di 500.000 uccelli cacciati

-         Appare quindi evidente che in questi Paesi ( Italia , Grecia ) il prelievo venatorio avviene per oltre l’80 % sulle beccacce ( memento : la popolazione Europea è stimata 15 milioni) in TRANSITO migratorio , o in migrazione terminale da Nord e dai Balcani (“calate” da gelo in dicembre,gennaio).

 

 

PALEARTICO OCCIDENTALE :

 

 

 

 

                    *******         *******       *******

 

Con questa analisi e “rassegna” che andiamo sviluppando ancora , abbiamo cercato di focalizzare l’attenzione sulla migrazione “pura” :

-         quantità e tipo di popolazioni migranti ;

-         calendario migratorio (***)autunno/inverno rapportato anche alle condizioni meteo ;

-         modificazioni negli ultimi anni rapportate a nuove ed instabili condizioni climatiche ;

-         modificazioni dell’ambiente (habitat) di transito e sosta ;

-         interazione umana ( caccia e tipologie di caccia , territorio , cinofilia ,campi elettromagnetici , inquinamento , luminosità artificiali ,ecc.)

 

(***) Calendari venatori in Europa –da Draft Piano U.E. 2006-09

ble 2: Information relative to the hunting status of the Woodcock Scolopax rusticola

in the European Union.

Member State

Status

Hunting period

Annual harvest estimate

Ref

Austria

 

H

01.09 – 30.04 (according to region)

2,700 – 6,000

2

Belgium

 

Flanders : P

Wallonia : H

 

15.10 – 31.11

 

?

2

Cyprus

 

H

01.01 – 28.02

(only Wednesdays and Sundays)

 

3

Czech Rep

 

H

 

 

 

Denmark

 

H

01.10 – 31.12

25,000

1, 2

Estonia

 

H

20.08 – 31.10

 

1

Finland

 

H

20.08 – 31.12.

5,200

1

France

 

H

1st September- 2nd ten-days period of February

1,168,290 (+/- 2.3%) for season 1998-1999

2, 4

Germany

 

H

16.10 – 15.01

6,000

2

Greece

 

H

15.09 – 28.02

450,000 – 550,000

2

Hungary

 

H

01.03 – 10.04

9,500 for year 2001

1,5

Rep. Ireland

 

H

01.11 – 31.01

?

1,2

Italy

 

H

30.09 – 31.01 (31.12 in North)

500,000 – 1,500,000

2

Latvia

 

H

from arrival to 1st of May

01.08 – 15.11

 

1

Lithuania

 

H

 

 

 

Luxembourg

 

H

01.10 – 31.01

 

2

Malta

 

H

01.09-31.01

 

1

Netherlands

 

P

 

 

2

Poland

 

H

 

 

 

Portugal

 

H

05.10 – 28.02

05.10 – 06.12 Madeira

Azores annual and regional variations

 

2

Slovakia

 

H

 

 

 

Slovenia

 

P

 

 

 

Spain

 

H

12.10 – 31.01

protected in Canaries

 

2

Sweden

 

H

21.08 – 31.10 (North)

21.08 – 30.11 (South)

1,300

1

UK

 

H

01.09 – 31.01 (according to regions)

150,000

2

Status: H: huntable, P: protected

 

 

 

                        ******         ******        *******

 

Perché questo sforzo di sintesi , possibilmente propositiva di “ricerca”, portato avanti sulla base quasi esclusiva di Review dei contributi realmente scientifici e piu recenti ?

 

Bisogna evitare che le manipolazioni dei dati scientifici si concretizzino in politiche e/o vere Normative (Leggi Europee e/o Nazionali) frutto solo di strumentalizzazioni anti-caccia , gestite a tutto campo da soggetti anti-caccia .

Silvio Spanò –al recentissimo Convegno su “Beccaccia caccia e ricerca” , Città di Castello , Marzo 2008 -  ha opportunamente richiamato l’attenzione sul fatto che circa il Piano Beccaccia 2006-2009 della Unione Europea aleggia un silenzio d’informazioni , da ritenere molto sospetto per far trovare tutti  di fronte a fatti compiuti (anti-caccia) .

Per evitare situazioni del genere , o quanto meno cercare di evitarle, è necessario che la “conoscenza”  sia alla portata di tutti coloro ai quali sta a cuore la beccaccia e la corretta gestione venatoria di questo ancora “misterioso” uccello.

 

E’ altresì un solido dato di fatto che la stragrande maggioranza dei dati scientifici disponibili deriva dalle iniziative e dalle collaborazioni esclusive dei cacciatori di beccacce : senza di loro le stesse implicazioni ambientali ed ecologiche sarebbero misconosciute .

 

Non per niente la maggior parte delle ricerche sono state svolte in Francia ed hanno un’etichetta istituzionale che si commenta da sola “ Office National de la CHASSE e de la Faune Sauvage “

 

                                           

 

La “beccaccia” è – di fatto – rimasta l’unica specie di uccello selvatico “vero” di bosco cacciabile con il cane nella maggior parte delle Regioni Italiane interessate dal suo transito migratorio . Per questo , malgrado la diminuzione del numero dei cacciatori,è oggetto di una crescente pressione venatoria , che purtroppo si sviluppa anche in larga misura in modi e forme non corrette.

 

Pur essendo la nostra Penisola un eternamente solido  “ponte” migratorio in mezzo al Mediterraneo ,sono ancora scarsi i contributi scientifici che consentono gli approfondimenti sui vari aspetti della migrazione e sosta temporanea o stagionale della beccaccia .Sono comunque da segnalare eccellenti contributi Scientifici condotti da Ricercatori molto preparati. E’ anche a Loro – speriamo vorranno essere tolleranti per questa stesura dilettantistica di “rassegna” – che si rivolge appunto questa Review , nell’intento di supportare un impegno durevole e continuativo di loro stessi,delle loro Istituzioni e di quelle affini, per una  “Ricerca” utile ad integrarsi con le esigenze del territorio “venatorio” .

 

 

 

GENERALITA’ e dettagli di aggiornamento sulla MIGRAZIONE

 

L’aggiornamento scientifico sullo “stato” e migrazione della beccaccia Eurasiatica (Scolopax Rusticola) non può non fare riferimento - per la condizione “Italia” – a classiche monografie compiutamente dedicate alla beccaccia ed edite negli ultimi 40 anni. La base di studio e di stesura  - più o meno propriamente scientifica – è più spiccatamente derivata ed orientata alla  “passione caccia “ degli Autori .

Per avere una conoscenza completa del problema “beccaccia” in Italia , anche nelle varie sfaccettature evolutive di un “sapere” prevalentemente empirico,è indispensabile riferirsi a tre Autori : Silvio Spanò ( Il punto sulla beccaccia – Ed.Olimpia Firenze 1993) , Matteo Califano ( Beccaccia :morfologia ,biologia  ,abitudini ,caccia – Ed.Olimpia Firenze 1971-78 ), Vincenzo Celano ( Il nuovo libro della Beccaccia – Ed.Olimpia Firenze 1980 ) .

Ognuno di questi Autori riporta organicamente elementi scientifici integrati,amalgamati , se non derivati , con osservazioni dirette personali ed osservazioni indirette ed anche solo aneddotiche tratte dal mondo venatorio .

La monografia di Spanò , più recente ,si presenta come quella più rigidamente scientifica ed aggiornata , e ciò è ovvio anche per la posizione istituzionale universitaria dell’Autore.

La monografia di Califano è punto indiscutibile di riferimento per la parte morfologica (anatomia.fisiologia) e per la parte biologica rapportata , con dovizia di particolari,alla migrazione .

La monografia di Celano ( 1° Edizione 1973 ed oggi 4° Edizione) si avvale di confronto diretto tra elementi scientifici ed esperienze sul campo , e ben si sviluppa per ecologia,etologia,conservazione e filosofia della caccia.

 

Tutte queste monografie tengono conto delle acquisizioni , per lo più empiriche seppur valide,riportate nel lavori di Garavini e principalmente  La Beccaccia (Ed.Diana 1938) e Beccacce e Beccacciai (4°Ed.Olimpia Firenze 1957-2000) .

Per la più accurata ricerca bibliografica è d’obbligo oggi riferirsi al monumentale lavoro di Roberto Basso  Bibliografia Italiana sulla Beccaccia che raccoglie le pubblicazioni di “ricerca” e di Narrativa in Italia dal 1800 al 2004 ( Ed. Ruberti –Mestre 2006 ).

Per quanto ci riguarda , vogliamo ancora sottolineare che il nostro tentativo di aggiornamento scientifico bibliografico si finalizza al “ momento della pura migrazione “: in tal senso riteniamo utile ricordare anche elementi conoscitivi che rientrano nelle “generalità” sulla beccaccia e sulla migrazione degli uccelli. Alcuni elementi di base possono servire ad esplorare meglio la complessità del fenomeno “migrazione della beccaccia”.

 


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                             

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