|


Società Italiana Setter |
|
 |
Sin da bambino
Ho sempre amato la
caccia ed i cani, tanto che dall’età di 6 anni, non appena le mie
gambe e il mio fisico iniziava a sopportare la fatica, cominciai ad
andare a caccia di beccacce e pernici con mio padre. Iniziai a
conoscere i cani (papà possedeva un pointer “della marciola”),
sicuramente i più esperti si ricorderanno di Bruno Salvadori e del
suo prestigioso allevamento, i posti più belli venatoriamente
parlando, e non, del mio amato e tanto maltrattato Aspromonte, poi
passato agli onori della cronaca per altri fatti, tanto che ero
diventato un pò la mascotte del circolo cacciatori, frequentato da
papà.
Io non avevo altre
passioni, ogni tanto qualche partita a calcio, ma mai di sabato o
domenica, giorni che nell’età scolare dedicavo alla mia passione, e
sentendo i cacciatori più anziani discutere di cani e beccacce,
iniziai a leggere e documentarmi su come doveva essere il setter
inglese, razza da me preferita, e come doveva comportarsi al
cospetto di sua maestà la regina. Fu allora i compianto e tanto
amato da tutti i cacciatori e cinofili reggini, Mario Castelli,
cinofilo e persona eccezionale, fratello di Giuseppe, per gli amici
, Pino, anche egli grande cinofilo, titolare dell’affisso del
“Lorenzotto”, ad iniziare a svelarmi i segreti del setter e delle
beccacce.

Non appena
economicamente autonomo, iniziai a crearmi qualcosa di mio. Nel
lontano 1987 telefonai a Zio Bruno, il Salvadori per intenderci, che
da me amava essere chiamato così, in rispetto dell’amicizia che lo
legava ai miei ad un’altra grande famiglia cinofila, e non solo, del
Reggino, che mi mandò due grandi cagne La mia capostipite “Fenny
della marciola”, e a seguire “Rada della marciola”, le quali mi
insegnarono ad andare a caccia di beccacce, e come amare il Setter.
Negli anni a venire acquistai una grande femmina figlia dell’allora
emergente “Negus” poi tutti sappiamo cosa divenne,ed un maschio
(Dianella), dall’amico e grande cinofilo cosentino, Tonino Cofone.
Dall’esperienza fatta con Fenny e Rada, quest’ultima morta in
giovanissima età, come conduttore e grazie agli insegnamenti di papà
e di altri carissimi amici, iniziai a potermi anch’io definire
“beccacciaio”. Con Nera e Gimmy in Aspromonte, Sila, Sicilia ed
estero (Montenegro, Bulgaria) per tanti anni, cacciai beccacce e
cotorne a più non posso, carpendo i segreti sui comportamenti, di
queste due formidabili specie, tanto che oggi, dopo 4 licenze di
caccia e tanto tirocinio, mi ritengo un cacciatore cinofilo
completo, ma non presuntuoso, pronto a cogliere i suggerimenti di
tutti. Dall’amicizia con Giuseppe Gattuso, anch’egli
appassionatissimo di setters, raccogliendo ed unendo i nostri
singoli sforzi, abbiamo creato il nostro prezioso giocattolo,
lavorando esclusivamente su tre correnti di sangue: Dianella, Francini’s e Radentis.
Oggi nel nostro
allevamento, che si trova ai piedi dell’Aspromonte, abbiamo delle
fattrici specializzate nella caccia alla beccaccia e con
accoppiamenti selettivi, facciamo cucciolate mirate, non più di due
l’anno, dando nuova linfa, con dei giovani, che, rispecchiano quasi
in toto lo standard di razza diventando ottimi cacciatori, ma, non
ci accontentiamo e lavoriamo sempre per migliorarci.
Grazie alle amicizie
personali con grandi cacciatori di beccacce come il mio fratello
lucano Pietro Russo o il “dottore” toscano Marcello Vessichelli con
i quali mi trovo in perfetta sintonia, non solo a caccia, e i
preziosi consigli del carissimo amico e giudice internazionale
Natale Tortora, grandi addestratori, Giovanni Furiati (Furiati’s),
Francesco Arata (Camogliensi’s), Giacomo Giorgi (Di Crocedomini),
Leonardo Burresi, e il noto cinofilo Francesco Lapini, e ultimamente
con Lino Branca (Di Frescura), Daniele Corbucci (Della Cipollara), e
Andrea Duranti (pointer), e tanti altri che spero si aggiungano, mi
hanno aiutato ad aumentare il mio bagaglio di cultura cinofila.
Eugenio Chisari
|
 |