SELEZIONE DEL SETTER INGLESE PER LA CACCIA ALLA BECCACCIA

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Società Italiana Setter

 

 

ARCHIVIO PROVE 2007-2008

Elementi  ANATOMO-FISIOLOGICI correlati alla migrazione

 

Il  CERVELLO della beccaccia è unico tra gli uccelli  (Fergus Chuck-Wildlifenotes-Pennsylvania Game Commission-Harrisburg,2004-www.pgc.state.pa.us ).

Il  Cervelletto – che controlla il coordinamento dei muscoli ed il bilanciamento del corpo – è collocato sotto il resto del cervello e sopra la colonna spinale. Una teoria ipotizza che nella evoluzione ancestrale corporea della beccaccia , gli occhi si sono via via collocati indietro nel cranio,il becco si è allungato e le narici e le orecchie si sono avvicinate alla base del becco,il tutto per consentire un miglior sondaggio del terreno dove trovare i vermi . Come risultato di questa dinamica evolutiva, il cervello è stato forzato all’indietro , il cervello medio e posteriore è stato spinto sotto e leggermente in avanti,così si può dire che oggi la beccaccia ha un “cervello capovolto” . Già in precedenza Stanley Cobb ( “On the angle of the cerebral axis in the American Woodcock” – Auk,vol.75,55-59,2959) aveva descritto i particolari di questa singolare conformazione del cervello e cervelletto,ed aveva evidenziato lo stretto rapporto tra bulbo olfattivo ed orbita , argomentando anche l’aspetto evolutivo del rapporto tra “grandi” occhi e becco : gli occhi sarebbero così grandi per facilitare le attività alimentari ed i movimenti notturni (controllo a 360° dei predatori) consentendo di vedere avanti e dietro , ed in alto per l’involo “a colonna” nel bosco , e sarebbero più riparati dal fango smosso dal becco.

Occhi,orecchie ( e relativo orecchio interno con apparato vestibolare) ed apparato olfattivo hanno capacità di coordinarsi per le attività alimentari , e più compiutamente per tutte le attività migratorie (orientamento,assetto di volo,scelte di direzione geografica e di sosta ecc.). Nel suo insieme questo coordinamento ( riflessi ed elaborazioni dei circuiti nervosi ed endocrini) costituisce un eccezionale sistema sensitivo , molto sviluppato nella beccaccia. Come già detto (Chuck F.-2004) “il cervello della beccaccia è unico tra gli uccelli “.

 

VEDI IMMAGINI TRATTE PER DIMOSTRAZIONE DIDATTICA DA

people.eku.edu/ritchisong/birdbrain2.html 
BIO 554/754 Ornithology

Nervous System: Brain and Special Senses II 

 

  • Structure of the avian eye: characteristic shape, with front & back sections being spheres of unequal radii. Eye shapes varies among birds, ranging from globose or flattened (most diurnal birds; below) to tubular (owls; also shown below)
  • light entering the eye is refracted by the cornea & lens and strikes the retina where the sensory cells (the cells that convert light into nervous impulses) are located
  • Source: http://www.lsi.usp.br/~bioinfo/chickeneye.html 
  •  



 

 

 

 

Le orecchie sono anch’esse molto sviluppate (10mm) e sono situate sul prolungamento craniale della parte inferiore del becco e sono sprovviste di padiglione auricolare. L’udito è acutissimo,verosimilmente capace di percepire ed interpretare anche gli ultrasuoni , ed è certamente specializzato nel percepire i rumori prodotti dai vermi nel terreno .

Non si esclude che possa anche servire nel percepire segnali tra le beccacce (pericoli) ed anche segnali di gruppo in migrazione notturna.

Per facilitare la perforazione e progressione “mirate” nel terreno ,nel becco sono stati ben identificati organi tattili (corpuscoli di Herbst) costituiti da cellule sensoriali che percepiscono vibrazioni e modificazioni di pressione , e quindi permettono di localizzare al meglio i vermi. Per la parte “meccanica” il becco ha intorno alla metà un sistema articolare di micro-ossicini capaci di fare da puleggia per poter aprire e divaricare nel terreno la parte terminale anterior-superiore del becco in modo da poter ingurgitare i vermi.

L’orecchio interno con i canali semicircolari,saccula,otricolo,coclea gestisce il bilanciamento e l’equilibrio anche durante il volo , ed in particolare la coclea ,con il suo epitelio di cellule cigliate sensibile ai mutamenti di pressione e di livello del liquido in essa contenuto,attiva i riflessi cerebellari che coordinano poi i movimenti muscolari utili alle necessità di volo . Queste generalità comuni agli uccelli e con caratteristiche di specializzazione più pronunciate per i migratori,lasciano intendere l’importanza dell’apparato cocleare attivo nel mantenimento dell’equilibrio direzionale ed altimetrico nei voli migratori della beccaccia e nelle capacità di volo nel bosco .

Nella scatola cranica strettamente connesse al cervello vi sono –come nell’uomo – due ghiandole endocrine ( Ipofisi ed Epifisi ) che producono ormoni : le loro attività ,peraltro molto interconnesse tra loro ed il SNC, sono strettamente legate alla luce del giorno . Queste ghiandole sono al vertice di tutto il sistema endocrino ed esercitano un’azione determinante sulle attività di tiroide (TSH),surreni (ACTH),ghiandole sessuali (testicoli ed ovaie / LH,FSH);agiscono anche sul metabolismo esso stesso differenziato secondo l’età ed i cicli stagionali . Stimolano l’accrescimento ed attività delle ghiandole sessuali quando (luce del giorno che si allunga) gli uccelli nei quartieri invernali devono decidere di tornare ai quartieri di riproduzione . Sono invece inibite (luce del giorno che si accorcia) ed inibiscono a loro volta le funzioni sessuali quando gli uccelli devono prepararsi al volo autunnale verso i quartieri di svernamento : la tiroide , ghiandola in parte da loro dipendente, promuove l’accumulo di grasso ed il trofismo muscolare necessari per il lungo volo migratorio.

L’Ipofisi è strettamente connessa con l’ipotalamo (SNC) ed è divisa in due parti (neuroipofisi e adenoipofisi) , risente della luce che quindi è in grado di regolare la produzione di gonadotropine , gli ormoni che regolano il ciclo sessuale : è quindi evidente la connessione con gli stimoli migratori.

                   

              http://www.theramex.it/thol/pages/images/foto/ipofisi.gif

 

L’Epifisi o ghiandola Pineale ,appartiene all’epitalamo ed è collegata con un intreccio di fasci nervosi alle circostanti parti nervose .

http://thebrain.mcgill.ca/flash/i/i_11/i_11_cr/i_11_cr_hor/i_11_cr_hor_1a.jpg

 

 

 

 E’ deputata alla produzione di melatonina e regola – come nell’uomo (es.jet-lag)  – i ritmi giorno/notte in dipendenza della luce del giorno.Per regolare questi ritmi esiste un raffinato sistema di comunicazioni nervose che dalla retina nell’occhio (molto sviluppata nella beccaccia) si collega all’ipotalamo portando le informazioni (tipo,intensità) della luce e da qui (SNC) partono impulsi modulati che percorrono le vie del nervo pineale sino alla ghiandola stessa : questi impulsi inibiscono la produzione di melatonina di giorno , e quando poi il buio sopprime questi impulsi la ghiandola è libera di produrre melatonina (c.d. orologio biologico). La ghiandola acquisisce dall’esterno e contiene anche un materiale magnetico ( magnetite – ossido di ferro) e questo materiale in microcristalli endotissutali è considerato alla base delle capacità di navigazione migratoria degli uccelli ( “bussola”) essendo capace di monitorare i campi magnetici dell’ambiente attraversato e quindi influire massivamente all’allineamento del corpo nello spazio .E’ stato accertato sperimentalmente che se si manipola la direzione e l’intensità dei campi magnetici intorno al capo degli uccelli , viene alterata la capacità di orientamento;inoltre viene inibita l’attività propria della ghiandola pineale e si riduce la produzione di melatonina : da ciò deriva lo sconvolgimento dei ritmi circadiani.

La ghiandola , ritenuta anche fotosensitiva di per se e per i riflessi con la retina,ha un ruolo essenziale nel determinismo degli stimoli migratori ; questi stimoli si coordinerebbero con i materiali magnetici contenuti nella ghiandola e questi si allineerebbero ai campi magnetici terrestri realizzando come un cartello indicatore ( “road sign” ) per l’orientamento migratorio (Csernus V.,Mess B. – Biorhytms and pineal gland – Neuroendocrinology Letters 6,24,404-411,2003 – www.nel.edu ).

Altri recentissimi studi hanno evidenziato capacità di adattamento e controllo delle attività della retina sino a poter regolare cambiamenti di stile di vita “notturna” durante la migrazione : ne riportiamo un elenco .

-         Shocklet R. – Comparison of circadian changes in the retinas of migrating and non-migrating birds – Thesis-Undergraduate Research Texas A-M University – April 2006 – www.TexasA-MUniversity

-         -Wiltschko W.&R. – Magnetic compass orientation in birds and its physiological basis –Naturwissenchaften 89,445-452,2003

-         Kusnar V. e al. – The bird clock :a complex multi-oscillatory and highlydiversified system.- Bio.Rhytm Res.35,121-144,2004

-         Mouritson H.U. e al.- Cryctochromes and neuronal activity markers colocalize in the retina of migratory birds during magnetic orientation – Proc.Nat.Acad.Sci.USA  101,39,14294-14299,2004 .

Ancora altri recenti studi ( Fusani L.<Univ.Siena> & Gwinner E. – Melatonin and Nocturnal Migration – Annali NY Avad,Sci. 1046,264-270,2005 – www.annalsnyas.org ) evidenziano che i livelli notturni di melatonina ,prodotti dalla ghiandola Pineale,sono più bassi durante tutto il periodo migratorio ( dormono di meno durante la notte) e direttamente od indirettamente contribuiscono a regolare le attività notturne per la reintroduzione delle riserve alimentari energetiche , necessarie in misura diversa nei periodi migratori ed in quelli di permanenza di riposo. Certamente queste implicazioni riguardano anche le abitudini ed attività notturne della beccaccia durante la migrazione e poi lo svernamento : studi specifici (Ferrand) utilizzano un Indice (I.A.N.) di Attività Notturna , come vedremo in seguito (ndA).

 

Queste citate ricerche indagano – in diverse condizioni di stimoli e relativi riflessi – sulle condizioni funzionali delle strutture anatomiche deputate quali centri nervosi,nervi,epiteli sensitivi situati nelle ghiandole endocrine endocraniche e nella retina . Da tutti questi lavori ,per lo più recenti nell’ultimo decennio, si evince come sia attuale la ricerca nel settore “migrazione degli uccelli” anche per gli aspetti morfo-funzionali .

 

Chiunque si accinge ad esplorare quello che ancora è definito il “mistero” delle migrazioni , dovrebbe –a nostro avviso- applicarsi ad uno sforzo conoscitivo il più possibile aggiornato ed approfondito.

 

Come già accennato in precedenza , gli elementi della retina ( alcuni elementi più specificatamente dedicati) hanno funzione di recettori che si attivano con fotopigmenti (oggi sempre più identificati come criptocromi) insieme ad altro tipo di recettori che sono stimolati dalla magnetite ( minerale ferroso- Ossido di Ferro –“Fe3O4 “– ioni metallici tipo A e B in cristalli ) .Questi recettori sono strettamente legati con la branca oftalmica del nervo trigemino e sono sensibilissimi anche a minimali cambiamenti del campo magnetico . Come queste azioni di stimoli e riflessi si coordinano tra loro,rimane ancora sconosciuto. (Beason R.C. – Mechanism of magnetic orientation in birds – Integr.Comp.Biology 45,3,565-573,2005 – www.bione.org ).

 

ndA: questi elementi relativi alla percezione del  campo magnetico sono certamente da tenere in considerazione per quanto riguarda l’inquinamento magnetico (magnetic pollution) da ripetitori di telefoni cellulari,antenne varie TV e Radar e relativi fenomeni di disorientamento degli uccelli migratori ( vedi in seguito).

 

Negli uccelli la magnetite è stata isolata nei tessuti del capo , particolarmente nella regione etmoide situata alla base del becco e nella cute della mandibola superiore ,

tutte zone che sono innervate dal nervo oftalmico (trigemino).

 

 

A questi reperti si aggiunge l’identificazione ultrastrutturale di cellule che contengono magnetite. I micro-cristalli di magnetite possono risentire , in una specie di catena assiale , delle interazioni dal campo magnetico , ruotando ed allineandosi in una forma di movimento di compasso . Alcuni esperimenti realizzati modificando il campo magnetico dimostrerebbero che negli uccelli migratori questi magneto-recettori si orienterebbero secondo specifici assi direzionali , ad esempio est-ovest. ( Wiltshko W.e al. – Magnetite-based magnetoreception in birds : the effect of biasing field and a pulse on migratory behavior – Journ.Experim.Biol. 205,3031-3037,2002 ). Studi più recenti (2005) dimostrerebbero che esistono due diversi sistemi sensibili  al campo magnetico :

-         uno basato sulla magnetite presente nei tessuti alla base del becco (vedi qui figura – piccione)

-        

-         uno basato su processi di elaborazione dipendenti dalla luce .

In tal senso questi rilievi dimostrebbero ( Mouritsen H. & Ritz T. – Magnetoreception and its use in bird’s navigation – Current Opinion Neurobiology  15,4,406-414,2005 ) :

-         le risposte comportamentali degli uccelli dipendenti dall’oscillazione del campo magnetico;

-         la presenza di sensori putativi (criptocromi) negli occhi dei migratori;

-         un’area del cervello specializzata ad integrare i suddetti fattori con gli “input” visivi notturni nei migratori notturni;

-         un’altra area putativa ,sensibile al magnetismo,situata alla base del becco

 

IMMAGINI  SPECIALI dal WEB – aree specializzate

                                             

 

 

FIGURE SOLO A SCOPO DIDATTICO : da Mouritsen, Henrik et al. (2005) Proc. Natl. Acad. Sci. USA 102, 8339-8344

Altre immagini didattiche delle aree visive di uccelli da (Graham R. Martin  e al.-Kiwi Forego Vision in the Guidance of Their Nocturnal Activities - PLoS ONE. 2007; 2(2): e198. )

   Visual processing areas of the brains of four species of birds.

Ventral and dorsal views of the brains of a, Emu (diurnal, flightless); b, Kiwi (nocturnal, flightless); c, Barn Owl (nocturnal, flying), and d, Pigeon (diurnal, flying). OT: optic tectum; ON: optic nerve ; OB; olfactory bulb (which actually consists of a cortical-like sheet in the adult kiwi – V: vallecula. Note the reduced diameter of the optic nerve in Kiwi compared with that in the three other species (see text for actual measurements). In the dorsal view of Kiwi, note the caudal extension of the large telencephalic hemispheres, which completely hide the underlying midbrain. Note also in Kiwi that there is no obvious bulge on the dorsum of the hemisphere that identifies the Wulst in species such as Barn Owl and Emu. Scale bars: Emu, 1 cm; Kiwi, Barn Owl and Pigeon: 0.5 cm.

 

 

     

 

 

 

                               

 

 

Beason R.C. nel basilare lavoro del 2005 (Beason R.C. – Mechanism of magnetic orientation in birds – Integr.Comp.Biology 45,3,565-573,2005 – www.bione.org ) sottolinea come l’orientamento migratorio visivo può entrare in crisi in condizioni di cielo coperto,nebbia,nubi basse.Il campo magnetico terrestre però,è sempre presente in ogni luogo del pianeta e “penetra” in ogni struttura liquida,gassosa,solida incluso il corpo degli animali .Queste caratteristiche fanno sì che il campo magnetico può

sempre fornire,ovunque,informazioni direzionali.Gli uccelli usano il campo magnetico come un compasso , ma sono anche sensibili a possibili variazioni temporali e spaziali  

The avian inclination compass provides information about the alignment of the magnetic field not the polarity of the field (like a compass does).

 Insieme ai rilievi visivi gli uccelli migratori sono anche capaci di usufruire di una “mappa” magnetica dove possono rilevare variazioni  -anche molto piccole- del campo magnetico che stanno sorvolando , ed anche in dipendenza del livello di latitudine ( in discesa a Sud , in risalita a Nord ) appunto più o meno vicino all’equatore .

 Anche l’apparato vestibolare (orecchio interno) deputato all’equilibrio direzionale risente di queste variazioni .

 

 Avian cochlea. The sensory epithelium, consisting of hair cells and supporting cells


 

 

 

Molti altri contributi scientifici ( vedi Bibliografia nel testo ed in calce) di questi ultimi anni ( 2000-2008 ) avvalorano molte di queste acquisizioni sinora esposte .

 

Qui un testo integrale on-line che può aiutare a comprendere meglio il sistema visivo degli uccelli ( da : http://www.windowalert.com/birdvision1.html)

Bird Vision

Bird Vision

Birds enjoy sharper vision than humans. Birds can see certain light frequencies--including ultraviolet--that humans cannot see.

In fact, many songbirds have feathers that reflect ultraviolet light. This light is used to communicate species, gender, and perhaps even social standing. Birds can see this ultraviolet light under normal, daylight conditions. Humans require the assistance of a black light.

Why do birds see better than humans?



1) Both birds and humans have photoreceptive 'cones' in the retina located at the back of the eye. These cones allow us to see color light. The human eye contains 10,000 cones per square millimeter. Wild birds have up to 12 times this amount or 120,000 cones per square millimeter.

2) In humans, these photoreceptive cones consist of three types. Each cone is sensitive to red, green, or blue light. This is called trichromatic color vision. Birds have an extra cone for quadchromatic color vision. This extra cone expands the visible light spectrum, allowing birds to see ultraviolet frequencies.

3) During low-light conditions, both humans and birds rely on photoreceptive ‘cell rods’ in the retina. The human eye has 200,000 cell rods per square millimeter. Some birds, such as owls, have up to 1,000,000 cell rods per square millimeter.

4) Bird eyes, on average, account for 15% of the mass of the bird’s entire head. Human eyes, by contrast, account for less than 2% of the head.

5) Bird retinas, in contrast to humans, contain no blood vessels. This prevents light scattering and thus provides birds with greater visual acuity than humans.

 

 

Volendo cercare di semplificare molto approssimativamente il problema “capacità direzionale” del fenomeno migratorio , si potrebbe dire che micro-lancette magnetiche ( micro-cristalli di magnetite) situate in strutture tissutali , si orientano in asse tra loro in dipendenza del campo magnetico terrestre , e trasmettono le informazioni di rotta che poi il cervello “vede” e decide di far seguire con il volo ( comandi ai muscoli) migratorio ; il cervello usufruisce ovviamente di altre informazioni visive ( sole,orizzonte,stelle,orografia) e comunque sensitive ( olfatto,calore,udito) e centrali per gli adulti (memoria).

 

Abbiamo più volte fatto riferimento alla retina ed alla sua struttura cellulare così importante anche per l’attivazione del compasso magnetico .

La vista e gli occhi della beccaccia sono ben descritti nel vecchio testo di Califano ( 1° ediz.1971) : “ gli occhi della beccaccia contrariamente a come molti credono , non sono mobili , ma fissi nella loro cavità orbitale  ( sono le tre palpebre che si muovono –ndA) , “ con i due occhi riesce ad abbracciare un campo addirittura superiore a 360°”,  “ la parete posteriore dell’occhio è appiattita in modo che il campo visivo sia sempre a fuoco .Sulla Retina vi sono numerosi elementi visivi per unità di superficie e si presume che siano cellule specializzate nella visione dei colori (ndA:siamo nel 1971) “, “ La pupilla ha proprietà veramente eccezionali dovendo l’uccello adattarsi ad ambienti scarsamente illuminati”.

Molti lavori più recenti – anche testi di descrizione sistematica ( Nervous System:Brain and Special senses  II, BIO 554-75 Ornithology http://people.eku.edu/ritchsong/birdbrain2.html - 2006) -  evidenziano l’eccezionale campo visivo della beccaccia a 360° e documentano la capacità degli elementi retinici per la discriminazione dei colori : la retina ha recettori di colori,recettori di bianco e nero,ed un altro tipo di recettore capace di regolare i ritmi circadiani , e questo gioca un suo ruolo nel processo di analisi dei segnali magnetici. ( Ritz T. e al. – A model for photoreceptor-based magnetoreception in birds – Byophysical Journal 78,707-718,2000 ).

 

QUI’  ELEMENTI DELLA RETINA

 

E’ molto significativa l’affermazione di Beason R.C. e che è generica per tutti gli uccelli  “ Paragonati alle capacità visive degli uomini , gli uccelli possono distinguere più colori e recepire direttamente la luce ultravioletta e la luce polarizzata “. (Beason R.C. – Through a Bird’s Eye : exploring avia sensory perception . 2003 – Bird Strike Comm-Usa/Canada  - www.birdstrikecanada.com/ ).

 

Ma viene da domandarsi : “la percezione della luce polarizzata e della luce ultravioletta è così importante per l’attivazione dei meccanismi direzionali negli uccelli migratori ? “

La risposta viene in buona parte dalla sintesi di Mueller H. ( Mueller H. – The sixth sense of Direction – Sun 12,17-19,2006  //  - Navigation Secrets of Migratory Birds – http://serendip.brynmawar.edu/exchange/node/71 ) : “molti uccelli,la maggior parte,possono fare affidamento su un meccanismo legato a coppie di radicali . I radicali liberi sono atomi instabili di un gruppo di atomi ; in presenza di un campo magnetico , i loro elettroni sono meno disposti ad allinearsi . Gli uccelli possono essere capaci di percepire quando più o meno è necessaria energia per allacciare i radicali liberi ( atomi appunto instabili) e così possono percepire la presenza del campo magnetico . E’ accertato e documentato che la luce verde-bleu e quella ultravioletta realizzano la miglior condizione per i radicali liberi. I criptocromi ,recettori della luce verde-bleu,sono stati trovati negli occhi e nei neuroni , specie quelli sensitivi del magnetismo , di molti uccelli migratori. “

In definitiva , in questo “sesto senso” degli uccelli migratori si realizzerebbero le integrazioni tra stimoli luminosi e recettività magnetica : alcune componenti della luce andrebbero a muovere le lancette ( la lancetta “cumulativa”) della bussola biologica , facilitando così la scelta direzionale . L’elaborazione cerebrale degli stimoli “da orientamento notturno” avverrebbe in un’area del cervello specializzata alla visione notturna (Durham N.C. – Migratory songbirds have a specialized night-vision brain area – ScienceDayly – Proceedings National Academy of Science – may 2005 ) : questa elaborazione consentirebbe –oltre alla guida direzionale dall’emisfero celeste (stelle) – di  “vedere” , letteralmente vedere il campo magnetico terrestre . Queste affermazioni avrebbero documentato riscontro sperimentale .

Un articolo recentissimo (2007), che dimostra  - anche con dettagliate immagini molto “scientifiche” e specialistiche – la realtà di questo “vedere” il campo magnetico è il seguente (contiene ampia bibliografia specifica ) :

Heyers D, Manns M, Luksch H, Güntürkün O, Mouritsen H (2007) A Visual Pathway Links Brain Structures Active during Magnetic Compass Orientation in Migratory Birds. PLoS ONE 2(9): e937 doi:10.1371/journal.pone.0000937 - http://www.plosone.org/article/

 

 

Tutte queste implicazioni/integrazioni –nello specifico della beccaccia – avrebbero anche grande importanza nel determinismo e controllo del volo migratorio notturno .

 

Un lavoro molto importante e specifico sull’occhio della beccaccia è quello di

Martin G.R. – Visual fields in woodcocks (Scolopax Rusticola) – Journal of Comparative Physiology 174,6,787-793,1994 –www.springerlink.com/  -  dove si specificano importanti elementi conoscitivi .

-         Sono assenti movimenti dell’occhio significativi .

-         Il campo retinico binoculare è lungo e ristretto; si estende per 190° nel piano sagittale mediano.Quando la testa si pone in una normale postura (becco in angolo di 40° rispetto al piano orizzontale) il campo binoculare si stringe da 25° sopra il becco a 5° sopra il piano orizzontale dietro la testa : stando così le cose le beccacce hanno una copertura di visuale emisferica sopra di loro , ma il becco impedisce in basso la visione completa del terreno .

-         I campi retinici monoculari coprono un angolo di 182° sul piano orizzontale (360° per la visione binoculare) e non vi sono settori ciechi dei campi ottici.

-         La struttura del cranio della beccaccia facilita la visione panoramica sul piano orizzontale.

-         Nel campo dell’anatomia comparata la configurazione del sistema visivo è più finalizzata alla visione utile per mangiare . La copertura visiva  più vasta dell’emisfero celeste nella sua interezza si realizza solo in specie –come la beccaccia – che usano altri sensi (udito,olfatto) per guidare maggiormente l’atto alimentare ( Martin G.R.).( Hall M.I. e al.- Eye shape and activity pattern in birds – Journal pf Zoology 271,437-444,2007 –// - Iwaniuk A.N. e al.- The Comparative Morphology of the Cerebellum in Caprimulgiform Birds: Evolutionary and Functional Implications - Brain Behav Evol 2006;67:53-68 (DOI: 10.1159/000089120 )

                                            

                                 

 

Vedi movimento di perforazione a : http://urbanhawks.blogs.com/photos/uncategorized/img_0268.gif

 

 

 

Si potrebbe appunto aggiungere che tutte queste acquisizioni si allineano al fatto che le beccacce mangiano perforando il terreno , quindi al di sotto del piano orizzontale visivo, e più che vedere hanno bisogno di altri sensi per localizzare l’area dove perforare (olfatto,udito) ed ingurgitare (organi tattili dentro il becco) . Inoltre la struttura oculare deve privilegiare la visione nell’emisfero sovrastante il capo ( migrazione notturna , involo a colonna nel bosco) e comunque essere a largo raggio (360°) per percepire i pericoli nel bosco e nelle zone aperte di pastura.

Non esistono rilievi scientifici consultabili che quantificano l’estensione dei settori retinici con i recettori del c.d. “sesto senso” , verosimilmente più estesi che in altri uccelli (dato il grande occhio) , utili alla navigazione notturna ed al volo in bosco;è verosimile che siano più estesi che non in altri uccelli “diurni”.Ciò anche in rapporto all’enorme sviluppo retroverso degli occhi e loro rapporto con il già citato (Chuck F.) “cervello rovesciato”.

 

 

 

 

 

 

La percezione analitica della luce polarizzata

 

 

sarebbe particolarmente importante nel determinismo della direzione da prendere per il volo notturno (Devlin K. – Those amazing flying mathematicians – MAA ondine – www.maa.org/devlin-october 1999) e questa capacità si realizzerebbe al momento del tramonto del sole

 

(dalla Home page : www.angel.ekol.lu.se/~rachel/beringiaupdates.php )

consentendo di localizzare Nord e Sud.

Si tratterebbe di una specie di largo compasso nel cielo

 

utile  -  come un sestante -

a determinare la direzione da prendere per l’inizio del volo migratorio notturno (decollo migratorio notturno ).

 

 

Gli uccelli servendosi dei loro perfetti sistemi sensitivi ,già descritti,possono stabilire una rotta , e lungo questa rotta possono navigare via via facendo il punto della propria posizione in dipendenza della latitudine : servendosi del sole all’alba ed al tramonto , nonché delle stelle .    

 

Le stelle più vicine ai poli  (Sud-Nord) si  “muovono” di meno , mentre le stelle più vicine all’equatore si muovono di più e più velocemente .

                                       

 

 

Questa visione della rotazione celeste è anche particolarmente importante per gli uccelli giovani al loro primo volo migratorio : già nel nido possono ricevere l’imprinting dei segnali celesti che consentono ai piccoli di comprendere la rotazione del cielo ed imparare a determinare l’asse “Nord-Sud” che “sentono” innato .

                                 

                                                    

TroupC. – Navigating by the stars and sun – Bird Migration – Te-Ara-the Enciclopedia of New Zealand – dec.2007 – www.TeAra.govt.nz/

Altri elementi utili a comprendere la “navigazione stellare” si possono trarre dalla Rivista on-line  Bird Talk vol.179,8,0ct.2005-Migratory Birds- : Niao Zhi Dao “How birds use the star sto orientate .Latitude and longitude determination using stars” pag 21.

Altri elementi più dettagliati sono rilevabili a : Martin G.R.- The visual problem of nocturnal migration-  in “Gwinner E.editor  Bird Migration .p.186-195 – Publish.Springer-Verlag 1990 .

 

Queste ultime argomentazioni ci consentono di discutere ed affrontare meglio il problema della “memoria” (aree in verde a sin.)di viaggio e della condizione migratoria “innata” o “genetica” (aree violette) – Uccello a sin. –Uomo a dx.

 

E’ indubbio che nei migratori esiste una capacità di ricordare  - ovviamente ciò vale per gli adulti – il percorso geografico migratorio , riconoscendo coste,montagne,valli,fiumi,laghi  ed anche costruzioni umane (strade,autostrade,città,alti edifici ecc.)  . Di certo l’orografia condiziona il percorso territoriale sia per il riconoscimento dei luoghi sia per programmare e realizzare il volo notturno in favore di correnti aeree prevalenti e/o ripararlo da venti contrari. Sicuramente le beccacce durante il percorso,conoscono i luoghi dove fermarsi al mattino ,luoghi più sicuri dai predatori ,conosciuti come non molto disturbati dalla caccia (zone protette),e comunque principalmente idonei all’indispensabile rifornimento alimentare .

 

Tutto ciò vale –lo ripetiamo- per gli individui adulti : va ricordato che le beccacce possono vivere oltre 15 anni .

L’altro elemento di guida riguardante alcune specie di uccelli migranti è l’ olfatto .

  Cranio e fossette delle narici alla base del        

                                                                   Becco

 

 

http://ret007ie.eresmas.net/OLFATOBECADA/sentido_del_olfato_en_la_becada1.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

Dobbiamo premettere che –pur essendo sperimentalmente confermata – la navigazione olfattiva non può essere intesa come una soluzione universale per la navigazione migratoria ( Schmidt K.e al.-Bird navigation : has olfactory orientation solved the problem – The Quarterly review of Biology  62,1,31-47,1987). La capacità olfattiva è stata molto studiata nei piccioni viaggiatori (“homing”) con approfondite ricerche condotte già dal 1986 da Floriano Papi e dal suo team dell’Istituto di Scienze Naturali dell’Università di Pisa 

 

La beccaccia ha un potente  apparato olfattivo (Califano) che può guidarla alla miglior rimessa nel bosco e fuori del bosco : infatti la beccaccia fora il terreno solo in determinati segmenti di terreno . E’ verosimile che odori trasmessi da feromoni alimentari (lombrichi,larve) attraggano particolarmente la beccaccia anche da distanze notevoli.Altra ipotesi – che non esclude l’altra – è che i terreni più adatti per i vermi , ricchi di humus particolare ( macerazione vegetale,muffe,tuberi,minerali terrosi più specifici,acqua e liquami e feci di eiezione animale da pastorizia o umana come canali fognari a cielo aperti  o contenitori di letame) possono produrre odori più specifici portati dal vento anche a grande distanza : per esempio nel momento all’alba quando la beccaccia in migrazione  deve decidere di fermarsi a mangiare ( “buttate” limitrofe a prati con pastorizia ).

La sensibilità olfattiva può essere comunque ritenuta una componente nel determinismo della rotta su “una mappa cognitiva stabilita geneticamente ed attraverso l’esperienza “ ( Ramenofsky M. e al. – Regulation of Migration – BioScience 57,2,135-143,2007 – www.biosciencemag.org )

 

L’analisi dell’influenza olfattiva sulla navigazione migratoria è riportata anche nel lavoro : Berthold P. – Orientation in Birds.The role of experience in Avian navigation and homing in “Control of Bird Migration” p.250-269-Ed.Chapman & Hall,London,1996 .

Lo stesso Autore riferisce anche la possibilità che –specie nella navigazione notturna – gli uccelli possono orientarsi anche recependo suoni (-udito-) particolari come rumore del mare sulle coste,scorrere di fiumi,eventuali fonti di ultrasuoni, oltre ovviamente a suoni (versi di canto) interindividuali o di gruppo utili specie per uccelli giovani che migrano con adulti : ricordiamo tipicamente tordi,allodole,gruccioni,oche,anatre,trampolieri,falchi ecc. (Bird Talk magazine 179,8,oct.2005).

 

La conoscenza e considerazione  di tutti i seguenti fattori è fondamentale per poter comprendere il fenomeno “migrazione “ :

 

-         strutturazione genetica

-         stagioni e clima

-         dinamiche meteorologiche

-         modificazioni ormonali

-         modificazioni metaboliche

-         modificazioni tissutali (muta)

-         caratteristiche alimentari

-         risposte sensitive negli apparati visivo,uditivo,olfattivo

-         processi cognitivi e memoria

-         la “bussola biologica”

-         l’ “orologio biologico”

-         il “sesto senso”

-         le risposte e/o modificazioni comportamentali

Questi vari fattori –anche se generici per tutti gli uccelli o per i migratori notturni in particolare -  dovrebbero essere approfonditi con aggiornamento scientifico continuo , per poter poi orientare un più completo studio sulla migrazione “pura” della beccaccia in Italia .

 

Solo su questa seria base – e purtroppo non è così data l’approssimazione di molti organi c.d. istituzionali deputati alle norme – potranno essere autorizzati interventi normativi ed ambientali utili a gestire il/i territorio/i e non ultima la caccia alla beccaccia .

 


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                             

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